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Lovely Norchia

NORCHIA

Il nome antico di Norchia non è noto, ma non poteva discostarsi dalla forma Orcla/Orclae, attestata a partire da un documento del 775 d.C. (la forma con «n» è accolta nell’uso scritto a partire dalla carta geografica di J. Oddi del 1637). Appare verosimile un rapporto con il nome gentilizio etrusco variamente continuato in latino daOrculnius, Orgolnius, Urgulanius: nome portato nella prima metà del IV secolo a.C. dal re di Caere spodestato, secondo gli Elogia Tarquiniensia, da Aulo Spurinna.

Il comprensorio di Norchia fu frequentato e abitato a più riprese nella preistoria: nel Paleolitico Superiore (riparo sul Biedano), nell’Eneolitico (tombe a grotticella nelle valli del Pile e dell’Acqualta), tra il Bronzo Antico e le fasi iniziali del Medio (facies di Asciano e di Grotta Nuova, quest’ultima in particolare sul Piano del Casalone), tra il Bronzo Recente e il Bronzo Finale, con particolare intensità nella fase di Allumiere (X secolo). Resti di due grandi capanne dell’epoca, a pianta subcircolare con muri disfatti di pietre calcaree, sono stati tagliati dal muro etrusco di cinta costruito alla radice del pianoro, mentre nella valle del Pile si è rinvenuto un riparo con ceramiche in relazione a una capanna distrutta dall’impianto delle tombe etrusche.

Durante l’Età del Ferro il sito sembra deserto. Del tutto isolato è rimasto il recupero nel fondovalle del Biedano di alcuni bronzi; abbandonati da scavatori clandestini, tra i quali due dischi-corazza e parte di uno scudo composito del tipo dell’ancile, decorati nello stile geometrico tardo-villanoviano. Una ripresa di vita è sicura solo tra gli inizi del VI e quelli del V secolo a.C., con tenui testimonianze sia abitative sia funerarie. Di queste ultime la più notevole è una piccola tomba a camera con banchina tricliniare, poco a E del Casalone, il cui corredo, databile intorno al 500 a.C., includeva a quanto pare in origine una completa panoplia di guerriero (come si verifica a Vulci e a Bomarzo).

 

da G. Colonna – Enciclopedia dell’ Arte Antica (1996)

Norchia_Acropoli
Norchia_Acropoli
Norchia_chiesa_san_pietro_blu
Norchia_chiesa_medievale

Norchia nel Medioevo

In epoca medievale, la città torna ad essere frequentata in epoca longobarda, quando la zona faceva da confine con il Ducato romano, e viene poi fortificata nel XII secolo da papa Adriano IV.

Tra il XII e il XIII secolo vengono eretti le chiese di S. Pietro e S. Giovanni e il castello, passato nel XIII alla famiglia dei Prefetti di Vico, fino al definitivo abbandono nel 1435.

Della fase medievale sulla parte settentrionale del pianoro della città rimangono i resti del castello, della pieve di S. Pietro e della cinta muraria: del castello rimangono cospicui avanzi delle murature, in blocchi di tufo rosso con corsi regolari, mentre della chiesa di S. Pietro si conserva ancora per buona parte l’abside e il lato settentrionale, di forme proto-romaniche con la sottostante cripta; anche la chiesa presenta murature simili e coeve al castello (anche se alcuni elementi fanno pensare a una ricostruzione su una precedente struttura del IX secolo), ed è arricchita all’esterno da semicolonne su due ordini.

Della cinta muraria si può ancora ammirare la porta settentrionale, da cui usciva la via Clodia (che costeggia le mura in direzione Ovest, scendendo verso il Biedano e la Cava buia).

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